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Kitchen Bloody Kitchen: Azabel e la cucina vegan

17 dicembre 2009 Nessun Commento

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Qualche tempo fa ci è giunta richiesta di aggregazione da Azabel, del blog kitchen Bloody Kitchen. Da subito mi ha incuriosito la presentazione che ci ha fornito da aggiungere al suo link:

Se qualcuno undici anni fa mi avesse detto che sarei diventata vegetariana probabilmente gli avrei riso in faccia.Altrettanto avrei fatto se un anno fa mi avessero prospettato una vita senza formaggi e derivati animali… io, che avevo l’inconfessabile, voluttuoso sogno di acquistare mezza forma di gorgonzola e di mangiarla tutta con un cucchiaio… eppure eccomi qui, vegan ma ancora con una divorante passione per la cucina.

Personalmente sono un animale onnivoro, ma sono molto aperta a tutti gli stili di alimentazione che esistono al mondo. Con i vegani ho sempre rinunciato a confrontarmi, perchè quando ci ho provato, o loro si mettevano sulla difensiva, avendo già nella testa la convinzione che io disapprovassi le loro scelte, o viceversa, mi son da subito sentita “attaccata” per lo stile di alimentazione che io continuo ad avere.

Per questo, leggendo la nota di Azabel, ho subito percepito un atteggiamento positivo, consapevole della sua scelta e rispettoso di quella degli altri. La stessa aria serena e positiva si respira anche sul suo blog, ben curato, arioso, ricco e sincero. Insomma…..questa donna mi ha conquistata!

La vogliamo conoscere un po di più? Mi ha concesso un’intervista da condividere con tutti voi.

BDC- Ciao Azabel, mi incuriosisce molto la frase con cui ti presenti ai nostri lettori di BDC….potresti raccontarmi che cosa o chi ti ha spinto a lasciare il tuo stato di persona onnivora per diventare vegetariana prima e vegana poi?

Più che il chi o il cosa ti posso raccontare il come, credo sia più interessante… insomma, mi sa che sono andata fuori tema. Va bene comunque?

BDC- Ma certamente! Siamo curiosissimi!

Ho smesso di mangiare carne e pesce intorno ai 16 anni. Potrei dirti che ero una ragazza coscienziosa e bla bla bla… sicuramente una presa di coscienza su quello che mi finiva nel piatto c’è stata, ma la verità è che buona parte del lavoro l’ha fatta un po’ di sana ribellione adolescenziale, sarei una sciocca a negarlo ^_^

E’ altrettanto vero che se sono rimasta vegetariana per 10 anni qualcosina di fondo c’era… non pensarmi un’animalista spinta o cose del genere, semplicemente ho capito che ciò che a me provocava semplice e puro godimento provocava sofferenza ad altri esseri viventi, e continuare su questa strada era l’unica via praticabile.

Con il tempo poi diventa tutto semplicissimo, anzi, diventa quotidianità: ho iniziato a considerare carne e pesce come qualcosa di diverso dal cibo. Semplicemente, non “esistono” più in quanto tali sebbene mi sia ritrovata più volte -per forza di cose- a doverli cucinare… mi rendo conto di quanto questo possa apparire bizzarro, per farti un paragone assurdo è come avere davanti un sasso, un fiore, un… gatto? Per quanto prima li adorassi, non li considero più cibo da molto tempo…

In tempi relativamente recenti ho capito che anche latticini e uova, che io consideravo diciamo “innocenti”, non lo erano poi così tanto… giuro, non volevo diventare vegana! ^_^

Ero troppo innamorata del cibo per poter anche solo prendere in considerazione questa alternativa, sembra che senza latticini e uova non si possa cucinare nulla… ma pian piano mi sono ritrovata ad evitare il banchetto dei formaggi al mercato, a tentare i primi dolci senza uova riproponendomi di non acquistare questi alimenti ma di concedermeli fuori casa. Credo che questa fase sia durata un mesetto, in realtà in pochissimo tempo ho scoperto di non trovare accettabile questo compromesso… in fondo sono riuscita a mangiare senza carne, latticini, uova o pesce persino in un ristorante argentino, cosa mi avrebbe potuto fermare?

In sostanza il tutto si riduce ad un concetto molto semplice: quando mi sono resa conto che alcune abitudini creavano sofferenza ad altri esseri viventi mi è venuto più o meno naturale modificarle. E scoprendo che il tutto non si traduce in una rinuncia ma semplicemente nella modifica e riscoperta delle proprie abitudini diventa tutto molto semplice e persino culinariamente stimolante, anche quando si è persone goderecce come sono io ^_^

Basta superare l’horror vacui iniziale, e la strada è tutta in discesa ;)

BDC-  Nelle relazioni sociali qutidiane, cosa vuol dire essere vegani oggi?

Orpo, che domandona! Credo tu abbia azzeccato il “problema” principale, almeno per quanto mi riguarda… non il mangiare fuori, non il cucinarsi piattini gustosi, ma la percezione suscitata negli “altri”.

Bene o male salta fuori sempre che sono vegan… vuoi un cioccolatino offerto, vuoi la brioche al bar, vuoi l’invito a cena… difficilmente la mia alimentazione viene semplicemente interpretata per quello che è, ovvero una mia scelta fatta secondo ciò che io ritengo giusto per me e la mia coscienza.

Nel momento in cui spiego di non mangiare derivati animali -quasi sempre senza inoltrarmi nelle motivazioni che mi hanno spinto verso questa strada per evitare di invischiarmi in discussioni che spesso non portano a nulla- quasi tutte le persone si sentono messe sotto accusa mettendosi sulla difensiva o diventando aggressive.

Questo nonostante -parlo per me, ovviamente- non abbia mai tentato di convertire o attaccare qualcuno per le sue scelte alimentari, come dicevo spesso liquido il tutto con un “grazie, è come se me lo avessi offerto… ma non mangio derivati animali” e se mi si chiede perché parlo vagamente di una scelta di tipo etico… magari è un discorso che riprendo nel tempo, se mi viene richiesto e solo quando trovo persone veramente interessata a conoscere le motivazioni che mi hanno spinto in questa direzione.

Questa spesso è la prima reazione delle persone, ma devo dire che poi, nella quotidianità e superato un primo momento di spaesamento subentra spesso la curiosità ed infine una sensazione di normalità…

Le conseguenze pratiche invece sono che il dolce alle feste lo porto quasi sempre io, non che la cosa mi dispiaccia ovviamente! ^_^

BDC- E nelle relazioni virtuali, che riscontri ha un blog di cucina vegana sulla rete?

Uhm, difficile rispondere… ti posso dire che tra le persone che mi seguono -o perlomeno tra quelli che commentano- ci sono onnivori incalliti, vegetariani, vegani, intolleranti a latticini o uova ma al di là di questo proprio non saprei.

Alcune persone mi hanno scritto in privato dicendomi che non si erano accorte della particolarità delle ricette che pubblico finché non mi è capitato di scriverlo chiaro e tondo…

Ben pensandoci sul mio blog si trovano le stesse ricette che si potrebbero trovare in molti altri. Gli ingredienti sono gli stessi, magari si può notare la mancanza di latticini, carne e uova e l’uso di yogurt e latte di soia potrebbero far nascere sospetti, mentre alimenti come il tofu o il seitan non dico siano diventati di uso comune ma sono ormai stati sdoganati dalla loro aura di “cibo per vegetariani”… o almeno, lo sono abbastanza nel mondo dei foodblog e tra i maniaci del provare, provare, provare!

Al di là di tutto credo che un buon blog sia fatto di contenuti interessanti e di qualità, e quindi che il suo riscontro sul web sia dovuto più a questo che al tipo di ricette pubblicate… in fondo io stessa seguo più di 200 blog, solo in minima parte vegan. Ma di spunti ne trovo sempre, nonostante il 90% delle ricette che vi trovo non siano consone alla mia scelta. Sono belli, interessanti ed intriganti, amo perdermici… evidentemente qualcuno ama farlo nel mio, mi pare strano e non credo di fare chissà quali cose… ma perché no? ;)

BDC- Perché hai deciso di aprire un blog di cucina?

Come molti altri avevo voglia di mettermi in gioco, voglia di tradurre in qualcosa di concreto la mia più grande passione, voglia di comunicare e di mettere un po’ di ordine tra i miei appunti. E poi volevo una reflex, come potevo giustificarne l’acquisto se non mostravo mai i miei scatti a nessuno??? :P

BDC-Cosa questo blog di cucina ti porta in arricchimento nella tua quotidianità?

Ho conosciuto moltissime persone che condividono una passione comune, e questo per me va oltre ogni aspettativa… sono nati sentimenti e affetti, e per me che nella vita sia reale che “virtuale” sono un po’… orsa, è una grandissima ricchezza.

Per non parlare dello stimolo continuo, del perenne desiderio di migliorarsi che nasce dalla consapevolezza che qualcuno osserva il tuo lavoro, se così lo possiamo chiamare!

BDC- Dove vorresti che ti portasse la tua avventura di blogger?

Onestamente, non ci ho mai pensato. Credo da nessuna parte, ma sicuramente mi sta dando molte soddisfazioni :)

BDC- Se fossi un cibo….cosa saresti?

Pizza! Un piatto dall’apparenza semplicissima, banale, quasi quotidiana. Ma sappiamo tutti quanto sia golosa e quanto una pizza veramente buona sia difficile da fare o trovare, quanta maestria e perizia serve per sfornare una signora Pizza! Ah, sarei una marinara ovviamente ;) )

E quindi salutiamo Azabel proponendovi la foto di una sua bellissima torta vegan (chi lo ha detto che è una cucina triste?) la ricetta naturalmente la potrete leggere solo andando nel suo blog!

CLICCATE SULL’IMMAGINE PER ANDARE NEL BLOG KITCHEN BLOODY KITCHEN E VEDERE LE BELLISSIME RICETTE VEGAN DI AZABEL

TORTA ROVESCIATA ALL’ANANAS CANNELLA E PIMENTO

Per la redazione di Blog di Cucina: Martina

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